Per sua natura, la vagina gode di un proprio odore fisiologico che, in determinati momenti o influenzato da fattori specifici, può intensificarsi o subire dei cambiamenti. Ecco perché durante il flusso mestruale o in fase di dieta alimentare non bisogna preoccuparsi, mentre è opportuno prestare attenzione quando l’odore diventa sgradevole o eccessivamente forte: potrebbe, infatti, essere il campanello di allarme per un problema più importante, che deve essere sottoposto al ginecologo.

Ogni donna, quindi, dovrebbe essere in grado di distinguere un odore “normale” da un odore “cattivo”, in modo da poter capire immediatamente se qualcosa non stia andando per il verso giusto. Ecco qualche consiglio pratico:

Quando l’odore vaginale è “normale”

La vagina, come già spiegato, ha un suo odore caratteristico che può essere considerato “normale” se rientra nei seguenti parametri:

  • odore vaginale acido o fermentato: è determinato dalla flora vaginale, costituita da batteri buoni che si occupano di mantenere la vagina in buona salute producendo acido lattico, perossido di idrogeno e altre sostanze che tengono lontani i microrganismi dannosi;
  • odore vaginale leggermente metallico: è solitamente legato alla presenza del sangue delle mestruazioni o al contatto con lo sperma, che può alterare il pH della vagina;
  • odore vaginale agrodolce: un cambiamento dell’ecosistema vaginale può rendere l’odore vaginale più acre e pungente;
  • odore vaginale chimico: simile all’odore della candeggina, si attribuisce solitamente a una leggera perdita di urina nella biancheria intima e, in alcuni casi, potrebbe essere il segnale di un’infezione batterica.

Quando l’odore vaginale è “cattivo”

L’odore vaginale si definisce “cattivo” quando non rispetta, appunto, i parametri prima elencati e, al contrario, si mostra nei seguenti modi:

  • odore amminico: simile a quello del pesce, indica la presenza di un’infezione che deve essere approfondita dal ginecologo. Si intensifica soprattutto dopo il coito e le mestruazioni e spesso è accompagnato da prurito e irritazione;
  • odore che rimanda a quello della carne avariata: potrebbe essere causato dalla presenza di un corpo estraneo all’interno della vagina, che sia un tampone o un pezzo di carta igienica. In questi casi, possono esserci anche delle perdite gialle, verdi, rosa, grigie o marroni accompagnate da prurito, dolore alla minzione, dolore al bacino e/o all’addome, gonfiore vaginale e arrossamento. Ovviamente è necessario estrarre il corpo estraneo il prima possibile.

Principali cause del cattivo odore vaginale

La primissima causa di cattivo odore vaginale dipende (in via del tutto scontata) da un’errata o scarsa igiene intima: lavarsi sporadicamente o utilizzare detergenti inadatti (troppo aggressivi o con profumazioni non compatibili con il proprio odore vaginale) stanno alla base di parti intime maleodoranti.

Oltre questo, le cause del cattivo odore vaginale possono essere di natura ed entità diverse; ecco le principali:

Vaginosi batterica

Il cambiamento dell’odore vaginale è generalmente legato all’insorgere di una vaginosi batterica, derivante a sua volta da un dismicrobismo vaginale che comporta l’aumento dei batteri patogeni. Solitamente si manifesta con bruciore, prurito e perdite eccessive bianco-grigiastre e maleodoranti.

Tricomoniasi

Un’altra spiegazione del cambiamento dell’odore vaginale è la presenza della tricomoniasi, un’infezione a trasmissione sessuale molto diffusa. Sono solitamente gli uomini i portatori asintomatici, mentre le donne possono incorrere in cerviciti, uretriti e vaginiti e lamentare i seguenti disturbi:

  • prurito e bruciore interni ed esterni;
  • perdite vaginali giallo-verdastre maleodoranti, anche accompagnate da sangue;
  • arrossamento e/o dolore genitale;
  • bruciore durante la minzione;
  • aumento della necessità di urinare;
  • dispareunia, cioè dolore durante i rapporti sessuali.

Candida

Altra causa molto comune del cattivo odore vaginale è la candida, un’infezione micotica trasmissibile sia per via sessuale, sia utilizzando asciugamani e biancheria di una persona infetta. La proliferazione del fungo, in ogni caso, è dettata da numerosi fattori:

  • eccessivo consumo di zucchero (la candida è un fungo che si nutre di zucchero);
  • stress;
  • uso prolungato di corticosteroidi;
  • squilibri del pH e del microbiota vaginali.

A differenza di altre infezioni, quella da candida può prevedere un processo di guarigione molto lento e può comportare delle recidive.

Altri fattori di rischio

Infezioni a parte, esistono altre cause scatenanti al cattivo odore vaginale, che possono influenzare negativamente il normale equilibrio della flora batterica, quali:

  • stress psicofisico;
  • cambiamenti ormonali;
  • terapie antibiotiche;
  • uso di contraccettivi intrauterini (es. la spirale);
  • eccessive lavande vaginali;
  • utilizzo di detergenti intimi troppo aggressivi.

Come rimediare al cattivo odore vaginale

Di fronte a un cambiamento dell’odore vaginale è consigliato sentire il parere del medico che, dopo aver valutato i sintomi ed essere risalito alla causa scatenante, sarà in grado di prescrivere una terapia mirata ed efficace.

Di solito il problema si risolve velocemente e senza alcun intoppo e, in caso di recidive, si possono associare farmaci topici a farmaci da assumere per via orale (soprattutto antibiotici).

Oltre a seguire scrupolosamente le indicazioni del medico, è possibile correggere alcune abitudini quotidiane:

  • ridurre l’utilizzo di deodoranti vaginali e lavande: non fanno altro che mascherare il problema senza risolverlo, anzi, alcuni prodotti potrebbero addirittura peggiorare la situazione;
  • evitare lavaggi troppo frequenti ed eccessivamente intensi: lavarsi troppo equivale a lavarsi troppo poco, altrimenti si rischia di distruggere anche i batteri “buoni” aumentando il rischio di infezioni;
  • preferire la doccia al bagno: così facendo si evita il ristagno di umidità;
  • lavarsi dopo aver usato il wc: bisogna pulirsi avanti e indietro per evitare la diffusione di batteri fecali all’interno della vagina;
  • attenzione ai rapporti sessuali: indossare sempre il preservativo e utilizzare lubrificanti privi di profumo e aromi;
  • indossare biancheria traspirante: è preferibile il puro cotone bianco, che consente alla pelle di ossigenarsi correttamente evitando il ristagno di secrezioni.

Attraverso i consigli e le terapie del medico e piccoli accorgimenti quotidiani, l’odore vaginale tornerà a essere “normale” in un batter d’occhio.