Il dolore vulvare cronico: di che cosa si tratta

L’esperienza del dolore vulvare cronico accomuna, tra gli altri, fenomeni quali Dispareunia e Vaginismo. La prima viene definita come persistente o ricorrente sperimentazione del dolore durante il coito, mentre il secondo come la persistente o ricorrente difficoltà della donna di permettere la penetrazione, nonostante il desiderio di renderla possibile. Entrambe le condizioni richiedono attenzione non solo a livello individuale, ma anche relazionale, dal momento che la principale implicazione per le coppie riguarda l’impatto negativo esercitato sul piano della soddisfazione sessuale.

Tra i fattori individuali che sono stati indicati in letteratura come associati all’esperienza del dolore vulvare (bruciore vaginale) compaiono l’ansia e la paura del dolore, l’ipervigilanza (Payne et al., 2005) e la tendenza al pensiero “catastrofico” (Borg et al., 2012), nonché una scarsa percezione di auto-efficacia (intesa come sicurezza rispetto alla capacità di portare a termine un determinato obiettivo) e lo stress dolore correlato (Chisari & Chilcot, 2017).
Tutto ciò premesso, va rilevato che diversamente da quanto accaduto per le versioni e revisioni che si sono succedute nel corso del tempo, allo stato attuale il DSM-5 (2014) non opera più il distinguo tra Dispareunia e Vaginismo, integrandoli in un’unica categoria diagnostica denominata “Disturbo del dolore genico-pelvico e della penetrazione”.

I criteri diagnostici distintivi sono i seguenti:

  • A. Persistenti o ricorrenti difficoltà con uno (o più) dei seguenti sintomi:
    • 1. Penetrazione vaginale durante il rapporto.
    • 2. Marcato dolore vulvo-vaginale o pelvico durante il rapporto o i tentativi di penetrazione vaginale.
    • 3. Marcata paura o ansia per il dolore pelvico o vulvo-vaginale prima, durante o come risultato della penetrazione vaginale.
    • 4. Marcata tensione o contrazione dei muscoli del pavimento pelvico durante il tentativo di penetrazione vaginale.
  • B. I sintomi del Criterio A si sono protratti come minimo per circa 6 mesi.
  • C. I sintomi del Criterio A causano nell’individuo un disagio clinicamente significativo.
  • D. La disfunzione sessuale non è meglio spiegata da un disturbo mentale non sessuale o come conseguenza di un grave disagio relazionale (per es., violenza del partner) o di altri significativi fattori stressanti e non è attribuibile agli effetti di una sostanza/farmaco o di altra condizione medica.

Dalla donna all’intimità di coppia

Tra i fattori interpersonali che la ricerca scientifica ha individuato come correlati alla percezione del dolore vulvare, il più indagato è senza dubbio rappresentato dalla modalità di risposta del partner all’esperienza sessuale dolorosa della donna. Nel merito, sono state identificate tre modalità:

  1. quella “sollecita”, connessa ad un atteggiamento di interesse, preoccupazione e supporto;
  2. quella “negativa”, riferita a sottolineature critiche o dimostrazioni di frustrazione, rabbia e delusione;
  3. quella “facilitante”, associata ad un atteggiamento di incoraggiamento dinanzi ai tentativi della donna di fronteggiare il dolore ricorrendo a “strategie di coping”.

I risultati degli studi effettuati rivelano che gli atteggiamenti solleciti e negativi esercitano un impatto deleterio. L’atteggiamento sollecito – per quanto apparentemente in grado di contribuire a mitigare le problematiche legate al dolore sessuale – agisce riducendo il livello di auto-efficacia percepito dalle donne ed accrescendo quello di passività e catastrofizzazione, nonché amplificando il livello d’intensità del dolore e consolidando la tendenza ad evitare il rapporto sessuale per via dell’impressione di non poter porre rimedio alla situazione (Rosen et al., 2010; Rosen et al. 2013). L’atteggiamento negativo, al pari di quello sollecito concorre ad aggravare – sebbene per ragioni diverse – i livelli di intensità del dolore durante il rapporto (Desrosiers et al., 2008). Solo l’atteggiamento facilitante rappresenta la modalità più frequentemente legata ad una minore intensità del dolore e ad una maggiore percezione di soddisfazione sessuale (Rosen et al., 2012).

Per altri versi, la ricerca internazionale ha messo in luce come nelle coppie in cui venga fatta esperienza del dolore sessuale sia sovente necessario rinegoziare la tradizionale visione delle sessualità, che considera il rapporto penetrativo come il principale – se non l’unico – modo di vivere la sessualità. Al riguardo, ha evidenziato l’importanza assunta dall’intimità sessuale e relazionale (Bois et al., 2013). L’intimità sessuale è stata considerata come correlata all’intimità relazionale, ma da essa separata e distinta. Ciò, a partire dal presupposto che l’apertura tra partner intesa in termini generali possa non essere sufficiente a promuovere la soddisfazione sessuale e che sia invece necessaria l’intimità specificamente connessa alla sessualità. Questo, in quanto l’interazione sessuale coinvolge un’accresciuta vulnerabilità, che richiede un’intimità specificatamente riferita all’ambito altamente sensibile della sessualità.

Un aspetto decisamente interessante riguarda quanto riscontrato rispetto alla percezione dell’intimità sessuale da parte delle donne e dei rispettivi partner. Bois et al. (2013) ha, infatti, riscontrato che l’intimità sessuale – così come viene percepita dal partner – non risulta associata ad una qualche differenza nelle donne. Rispetto a ciò, ipotizza che qualsiasi potenziale influenza dell’intimità sessuale avvertita dal partner venga messa in ombra dal più robusto effetto dell’intimità sessuale, così come ravvisata dalla donna stessa. Nondimeno, evidenzia l’importanza rivestita dalle dinamiche di coppia, in quanto laddove la donna avverta intimità sessuale e relazionale può sperimentare comfort nell’aprirsi al partner e nel cogliere che questi fa altrettanto con lei. Un elevato livello d’intimità può, inoltre, facilitare la comunicazione e l’esplorazione di differenti modalità di contatto sessuale, con implicazioni potenzialmente positive nelle due aree maggiormente coinvolte dalla presenza del dolore vulvo-vaginale, ovverosia il funzionamento sessuale e la soddisfazione sessuale.

Autore Articolo

Dott.ssa Simona Luciani – Psicologa Psicoterapeuta – Centro Interattivamente di Padova

Bibliografia

  • American Psychiatric Association (2014). Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta edizione. DSM-5. Milano: Raffaello Cortina Editore.
  • Bois, K., Bergeron, S., Rosen N. O., Mcduff, P., & Gregoire, C. (2013). Sexual and Relationship Intimacy among Women with Provoked Vestibulodynia and Their Partners: Associations with Sexual Satisfaction, Sexual Function, and Pain Self-Efficacy. The Journal of Sexual Medicine, 10, 2024-2035.
  • Borg, C., Peters, M. L., Schultz, W. W., & de Jong, P. J. (2012). Vaginismus: Heightened Harm Avoidance and Pain Catastrophizing Cognitions. The Journal of Sexual Medicine, 9, 558-567.
  • Chisari, C., & Chilcot, J. (2017). The experience of pain severity and pain interference in vulvodinia patiens: The role of cognitive-behavioural factors, psychological distress and fatigue. Journal of Psychosomatic Research, 93, 83-89.
  • Desrosiers, M., Bergeron, S., Meana, M., Leclerc, B., Binik, Y. M., & Khalifé, S. (2008). Psychosexual characteristics of vestibulodynia couples: Partner solicitousness and hostility are associated with pain. The Journal of Sexual Medicine, 5, 418–27.
  • Payne, K. A., Binik, Y. M., Amsel, R., & Khalife, S. (2005). When sex hurts, anxiety and fear orient attention towards pain. European Journal of Pain, 9, 427-436.
  • Rosen, N. O., Bergeron, S., Leclerc, B., Lambert. B., & Steben, M. (2010). Woman and partner-perceived partner responses predict pain and sexual satisfaction in provoked vestibulodynia (PVD) couples. The Journal of Sexual Medicine, 7, 3715–24.
  • Rosen, N. O., Bergeron, S., Glowacka, M., Delisle, I., & Baxter, M. L. (2012). Harmful or helpful: Perceived solicitous and facilitative partner responses are differentially associated with pain and sexual satisfaction in women with provoked vestibulodynia. The Journal of Sexual Medicine, 9(9), 2351–60.
  • Rosen, N. O., Bergeron, S., Lambert, B., & Steben , M. (2013). Provoked Vestibulodynia: Mediators of the Associations Between Partner Responses, Pain, and Sexual Satisfaction. Archives of Sexual Behaviour, 42, 129-141.