Che cos’è il periodo di fertilità? Perché è così importante saperlo e riconoscerlo? Ebbene si tratta di una vera e propria cartina tornasole per tutte le donne che desiderano rimanere incinta. Il motivo è racchiuso nella definizione di periodo fertile o di fertilità in quanto tale periodo riguarda un ben preciso lasso di tempo in cui uno spermatozoo, durante un rapporto sessuale, ha la possibilità di fecondare un ovocita e dare inizio a una tanto desiderata gravidanza.

In realtà la consapevolezza della propria fertilità per una qualsiasi donna è un utilissimo metodo per dar via al concepimento ma contemporaneamente anche un buon metodo anticoncezionale. Due facce della stessa medaglia. Entrambe però richiedono una conoscenza attenta del corpo femminile e di cosa accade durante il ciclo di vita in quella che pare essere una macchina ben oliata che presenta ritmi precisi.

Cosa si intende per periodo di fertilità

Come dicevamo il periodo di fertilità non è altro che una fase ben precisa del ciclo mestruale in cui sono maggiori le probabilità di iniziare una gravidanza. Più precisamente tale periodo indica il momento nel quale l’ovulazione giunge a compimento e il gamete maschile ha una più alta probabilità di fecondare il gamete femminile o cellula uovo.

I giorni più favorevoli per un concepimento sono in tutto sei. Nel periodo di fertilità viene inclusa sia l’ovulazione che il periodo immediatamente precedente alla stessa. Il motivo? In questa precisa fase del ciclo mestruale di una donna la cellula uovo va incontro a maturazione e viene rilasciata nella tuba uterina dove, se incontra gli spermatozoi, ha altissime probabilità di essere fecondata.

Come calcolare il periodo di fertilità grazie al ciclo mestruale

Come si calcola il periodo di fertilità? Non occorrono equazioni, calcolatrici o altre formule matematiche. La cosa è molto semplice. Ogni donna deve però prestare attenzione al suo corpo e ai segnali che le lancia e imparare a conoscersi di più. Alla base del calcolo del periodo fertile vi è una buona conoscenza, ma anche una profonda attenzione di ciò che riguarda l’andamento del proprio ciclo mestruale.

Un ciclo mestruale regolare ha una durata di 28 giorni. L’ovulazione avviene presumibilmente tra il dodicesimo e il sedicesimo giorno. Avere rapporti a cavallo di quei giorni aumenta le probabilità di concepimento perché se l’ovulo resta fertile per circa ventiquattro ore. Occorre sapere però che al contrario della cellula uova femminile, gli spermatozioni restano attivi fino a cinque giorni pertanto il concepimento può avvenire anche tre giorni dopo il rapporto.

Cosa accade dopo? In base alle conoscenze sul ciclo mestruale sappiamo che se l’ovulo non viene fecondato continua la sua discesa fino all’utero e dopo un paio di settimane dall’ovulazione si presenta il flusso mestruale.

Ciò, ovviamente, accade nelle donne che hanno un ciclo mestruale regolare e puntuale come un orologio svizzero. Non è sempre così. Può capitare benissimo che l’ovulazione avvenga prima o dopo o che si verifichi nello stesso mese una doppia ovulazione.

Il ciclo mestruale e le sue fasi

Risulta ora più semplice comprendere che alla base del calcolo del periodo di fertilità vi sono i calcoli che riguardano la durata del ciclo mestruale e le sue varie fasi che sono comprese tra il primo giorno della mestruazione fino al giorno precedente l’inizio della successiva. Tale intervallo è generalmente di 28 giorni, ma può variare di donna in donna.

La durata dei cicli mestruali, da soggetto a soggetto, può normalmente variare, di solito, dai 25 ai 36 giorni. Non c’è quindi alcun motivo di allarmarsi. Non vi è alcun problema se il ciclo mestruale non rispetta i canonici ventotto giorni ma si ripresenta dopo trentacinque.

Come calcolare le varie fasi del ciclo mestruale? Semplice, contando i giorni e segnando il tutto su un calendario, sulla propria agenda o aiutandosi tramite le App di ultima generazione.

Le fasi del ciclo mestruale sono generalmente tre ovvero:

  1. Fase pre-ovulatoria, la sua durata è di circa 14 giorni. In questo lasso di tempo l’ipofisi produce gonadotropine, ormoni che stimolano l’ovaio a sviluppare i follicoli. Questi ultimi producono altri ormoni che agiscono sull’utero incominciando a prepararlo a una possibile gravidanza.
  2. Fase ovulatoria che dura circa 24 ore circa. In questo preciso periodo l’ipofisi produce l’ormone luteinizzante che provoca la fuoriuscita dell’ovocita dal follicolo e la trasformazione del follicolo in corpo luteo, che produce progesterone.
  3. Fase post-ovulatoria o luteinica della durata di altri 14 giorni circa. In questo periodo l’ovocita, una volta espulso dal follicolo, si sposta dall’ovaio verso l’utero. Se la fecondazione non avviene il rivestimento interno dell’utero si sfalda e si trasforma nel flusso mestruale.

Alla fine della terza fase, se non ha origine una gravidanza, si avvia un nuovo ciclo mestruale e un nuovo ovocita comincia a prepararsi per la fecondazione.

Quando una donna si accorge di essere incinta?

Quando vi è un ritardo nel ciclo mestruale, anche se, la gravidanza, può non essere l’unica causa. Entrano infatti in gioco molteplici altri fattori che riguardano lo stress, lo stile di vita e i vari condizionamenti esterni.

Periodo fertile e periodo non fertile: la durata di entrambi

Occorre fare maggiore chiarezza. Quanto dura quindi il periodo fertile o di fertilità? Quanto invece quello non fertile?

Il periodo di fertilità può essere di circa cinque giorni ogni mese. Si comprendono le 24 ore della fase ovulatoria più qualche giorno precedente.

Il resto del mese invece viene considerato come periodo non fertile dove la presenza di rapporti non protetti non dovrebbe comportare l’insorgere di una gravidanza.

Come accorgersi del periodo di fertilità? I segnali del corpo

Come ci si accorge del periodo di fertilità? In primis grazie alla produzione del muco cervicale e poi grazie all’aumento della temperatura basale.

Quando si avvicina l’ovulazione, infatti, il collo dell’utero produce del muco fluido e filante, che potremmo paragonare all’albume dell’uovo. Si manifestano cioè perdite trasparenti visibili sulla biancheria intima o quando si va in bagno.

La temperatura basale non è altro, invece, che la temperatura corporea misurata la mattina al risveglio. Proprio durante l’ovulazione questa temperatura aumenta di circa mezzo grado centigrado.