Quali sono i rischi del fumo in gravidanza? Secondo i medici per le donne che fumano durante la gravidanza (anche sigarette elettroniche) aumentano notevolmente le probabilità di un parto prematuro, di un aborto spontaneo e di una gravidanza extrauterina.

Nonostante ciò si calcola che solo 3 donne su 4, dopo aver scoperto di essere incinta, riescano a smettere o a ridurre notevolmente le sigarette fumate nell’arco della giornata. Una su quattro continua come se nulla fosse a fumare incurante dei danni che tale vizio possa causare alla propria salute oltre che a quella del bambino.

Fumo e fertilità non vanno a braccetto

Prima di parlare dei danni del fumo in gravidanza e dei rischi per il feto è bene fare un piccolo passo indietro. La premessa è sempre e solo una. Fumare fa male, in qualsiasi momento, a qualsiasi età, sia alle donne che agli uomini.

A riprova di ciò vi sono anche gli studi medici che hanno posto in risalto le conseguenze sulla fertilità. Si stima, infatti, che nelle fumatrici la gravidanza si instauri dopo più tentativi rispetto alle non fumatrici. Perché? A quanto pare le sostanze dannose contenute nelle sigarette riducono le possibilità di fecondazione dell’uovo del 40%. La maggior colpevole è soprattutto la nicotina che fa diminuire notevolmente la contrattilità delle tube, ostacolando l’incontro degli ovociti con gli spermatozoi.

II fumo diminuisce anche i livelli di progesterone e rende difficile l’annidamento dell’uovo fecondato nell’utero.

Diversi studiosi hanno poi evidenziato che sia gli uomini che le donne ottengono risultati inferiori in caso di trattamenti per fecondazione assistita.

Il fumo nell’uomo può ridurre la densità dello sperma, ma anche il numero e la mobilità degli spermatozoi e aumentare i rischi di disfunzione erettile.

Fumare fa male: le conseguenze sulle donne e gravidanza

Che fumare faccia male lo sanno tutti anche le sigarette elettroniche. Le conseguenze negative di tale azione si ripercuotono sia sulla donna che sulla gravidanza.

Come? Per smettere subito di avvertire la voglia di una sigaretta basterebbe pensare a come si innalza il tasso di aborti del primo trimestre. Esso è molto più alto rispetto alle donne che non fumano.

Fra gli effetti negativi del fumo in gravidanza vi sono anche:

  • distacco di placenta;
  • gravidanza ectopica;
  • placenta previa;
  • rottura prematura delle membrane;
  • morte intrauterina;
  • morte improvvisa;
  • problemi respiratori.

I danni del fumo sul feto

Diversi studi medici hanno messo in risalto che quando si fuma si possono inalare oltre quattromila sostanze dannose. Esse passano dai polmoni della mamma, attraverso il flusso sanguigno, alla placenta e grazie al cordone ombelicale raggiungono il feto.

Quali sono le conseguenze? In primis vi è una sostanziale riduzione dell’apporto di ossigeno, che è invece essenziale per la corretta crescita del bambino. La maggior colpevole della carenza di ossigeno è proprio l’anidride carbonica prodotta dalla combustione del tabacco. Ad essere compromesso pertanto è il corretto sviluppo dei polmoni.

Come se non bastasse il cuore del piccolo si vede costretto a pompare con maggiore frequenza per tentare di sopperire alla carenza di ossigeno e al malfunzionamento dei polmoni. Insomma, il fumo in gravidanza fa soffrire il feto fin da subito.

Come se non bastasse il monossido di carbonio, che è in grado di attraversare la placenta insieme ad altre sostanze cancerogene prodotte durante la combustione, può interferire con il normale sviluppo degli organi fetali. Soprattutto nelle prime settimane di gravidanza ciò causa un significativo aumento dell’incidenza delle malformazioni fetali.

Ogni sostanza contenuta nelle sigarette è altamente dannosa. Un esempio? La nicotina può determinare una diminuzione del flusso placentare e causare un minore apporto di sostanze nutrizionali al feto. Ciò comporta che il piccolo subisca, non ricevendo ciò di cui ha bisogno, una restrizione patologica del suo accrescimento e del suo peso alla nascita.

In generale il fumo causa nel feto:

  • morte improvvisa;
  • morte nella culla;
  • danneggiamento dello sviluppo intellettivo;
  • danneggiamento degli organi;
  • irritabilità;
  • minor peso alla nascita;
  • rischio di malattia cardiovascolare in età adulta;
  • problemi comportamentali

Il fumo post nascita: ancora rischi per il bambino

Finita la gravidanza è possibile riprendere a fumare? I medici lo sconsigliano. Il fumo fa male sempre, sia alla mamma che al suo bambino. La fase di allattamento è senza ogni ombra di dubbio molto delicata. Ogni neo mamma deve evitare di fumare anche dopo la gravidanza per non trasmettere, attraverso il suo latte, sostanze dannose al neonato.

Diversi studi medici hanno ampiamente documentato che la nicotina assunta riesce ad arrivare al piccolo proprio attraverso il latte materno. Questa sostanza nociva rende in primis il bambino alquanto irritabile, ma, cosa ancor più grave, aumenta il suo rischio di morte in culla.

Fumo passivo: l’altro pericolo

Diversi specialisti pongono grossa attenzione anche sul fumo passivo. Le donne in gravidanza devono evitare di permanere vicino a chi fuma a lungo. I rischi che si corrono sono perfettamente sovrapponibili a quelli di chi fuma mentre è incinta. Sembrerà paradossale, ma per una donna incinta non fumatrice i danni causati dal fumo passivo potrebbero essere anche addirittura ben più gravi di quelli causati al feto da una fumatrice.

Nel 2014 diversi ricercatori americani hanno valutato i dati di oltre ottantamila donne che avevano partecipato al Women’s Health Initiative. Analizzando il materiale raccolto i medici hanno potuto stabilire come una non fumatrice esposta a fumo passivo prima e durante la gravidanza presentasse un rischio più alto del 17% di un aborto spontaneo, del 55% di dare alla luce un bambino morto e del 61% di gravidanza ectopica.

Per le donne che fumano invece le probabilità di un aborto spontaneo sono pari al 16%, quelle di dare alla luce un bambino morto sono del 44% e solo del 43% quelle di una gravidanza ectopica.

In entrambi i casi si tratta, però, di percentuali di rischio, per mamma e bambino, molto alte. Ecco perché è bene smettere di fumare quanto prima ed evitare per sempre di ricadere in tale vizio. Insomma l’annuncio di una gravidanza e dunque l’arrivo di un bambino può e deve essere un’ottima opportunità per tutta la famiglia, oltre che per la donna, di migliorare la qualità della propria vita e dire addio alle sigarette.

La futura mamma può chiedere aiuto sia al ginecologo che ai servizi sanitari e ricevere così tutto l’appoggio di cui ha bisogno per dare un taglio ai comportamenti dannosi adottati in precedenza e che sono diventati parte della sua quotidianità.

Come smettere di fumare?

Future mamme e futuri papà possono smettere di fumare e fare così un bellissimo dono a loro stessi e al futuro bambino. A non mancare deve essere, così come in ogni momenti, il supporto e sostegno reciproco. I dati di numerose ricerche hanno evidenziato che, se in casa manca il corretto incoraggiamento da familiari e amici, ma anche dal rispettivo partner, smettere di fumare diventa quasi impossibile. Le donne incinta, non aiutate dal proprio compagno, rischiano di arrivare semplicemente a diminuire le sigarette durante la gravidanza o di riprendere a fumare durante l’allattamento.

Per smettere completamente di fumare occorre quanto più sostengo possibile, ma soprattutto è consigliabile che le donne incinta e i partner si rivolgano al personale medico di fiducia per ottenere i consigli più utili.

Fra i vari aiuti che mamme e papà possono ricevere vi è anche l’ipnosi. Come? Ebbene quest’ultima non è altro che uno stato naturale che induce calma e chiarezza mentale permettendo di accedere più facilmente alle proprie emozioni e sentimenti. Ecco perché grazie all’ipnosi si possono risvegliare energie latenti, risorse interiori in grado di guidare all’adozione di comportamenti più sani e corretti.