Per metodi anticoncezionali, o metodi contraccettivi, si intendono dei metodi o dei dispositivi utilizzati al fine di prevenire il concepimento o per evitare l’impianto dell’embrione dopo il concepimento. L’utilizzo di alcuni dispositivi contraccettivi è fondamentale anche al fine di limitare la trasmissione delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST).

Utilità di un metodo contraccettivo

I metodi contraccettivi hanno due principali effetti: dal un lato prevengono una gravidanza indesiderata, dall’altro possono proteggere dalle malattie sessualmente trasmesse.

Come si misura l’efficacia?

Elemento caratterizzante il metodo contraccettivo è senza dubbio la sua efficacia. Quest’ultima viene espressa da un indice, l’indice di Pearl, che fa riferimento alla percentuale di insuccessi (quindi di gravidanze) su 100 donne in un anno di utilizzo. Pertanto, più l’indice risulta basso, più è efficace il metodo utilizzato. È bene tuttavia chiarire che nessun metodo anticoncezionale, se non la totale astinenza da rapporti sessuali, può garantire una assoluta protezione da gravidanze indesiderate o dalla trasmissione di malattie veneree.

Quale metodo contraccettivo scegliere?

La scelta di quale dispositivo anticoncezionale utilizzare è totalmente soggettiva e può dipendere dall’efficacia dello stesso, dalla pratica di utilizzo, dalla precisione con cui viene assunto (come nel caso del contraccettivo orale), dalla percezione del rischio di gravidanza, dallo stato di salute generale e dalla possibilità di contrarre MST. A tal proposito l’unico metodo contraccettivo utile a prevenire la trasmissione di malattie veneree è il preservativo, in quanto metodo di barriera.

Quali metodi contraccettivi esistono?

I metodi contraccettivi possono generalmente essere classificati in metodi contraccettivi naturali, contraccettivi di barriera, contraccettivi ormonali, contraccettivi impiantabili, chimici e di emergenza.

Metodi contraccettivi naturali

I metodi anticoncezionali naturali, quali ad esempio il metodo Ogino-Knaus, il coito interrotto, il metodo di Billings o la valutazione della temperatura basale sono metodi del tutto inefficaci. Fare affidamento a tale metodologia di contraccezione non può che portare ad ottenere il risultato opposto, ovvero una gravidanza indesiderata.

Metodi contraccettivi di barriera

Rientrano in questa categoria tutti quei metodi che prevedono l’applicazione di una barriera, appunto, tra gli spermatozoi e gli ovuli da fecondare. I metodi di barriera maggiormente diffusi sono il preservativo femminile (anticoncezionali femminili) e maschile. Il preservativo femminile è una spessa guaina di poliuretano trasparente o in nitrile, che viene inserito in vagina e consente la raccolta del liquido spermatico.

Tale guaina è collegata a due anelli flessibili posti alle estremità. Il preservativo maschile è una sottile guaina impermeabile, in genere di materiali ipoallergenici quali il lattice o il nitrile, che indossata sul pene in erezione consente la raccolta di sperma, impedendo l’entrata dello stesso in vagina. In quanto metodi di barriera, i preservativi femminile e maschile sono gli unici metodi contraccettivi in grado di proteggere non solo dal rischio di gravidanze indesiderate, ma anche dal rischio di trasmettere o contrarre malattie sessualmente trasmissibili.

Metodi contraccettivi ormonali

I metodi contraccettivi ormonali possono essere assunti per via orale (pillola e minipillola), possono essere applicati sulla pelle (cerotto), inseriti direttamente dal ginecologo in utero o dalla donna in vagina o possono essere iniettati intramuscolo. Tra i metodi più diffusi troviamo la pillola o minipillola che agiscono, attraverso i rilascio di progesterone e/o estrogeni bloccando l’ovulazione e modificando la consistenza della mucosa cervicale: l’ispessimento della stessa rende difficoltoso il passaggio degli spermatozoi all’interno della cervice. I contraccettivi orali, se assunti correttamente, hanno una percentuale di insuccesso del 1% per anno. Tuttavia tale percentuale tende ad aumentare qualora non siano stati assunti correttamente o siano dimenticati.

Metodi contraccettivi impiantabili

Tra i metodi contraccettivi impiantabili possiamo individuare la spirale IUD ormonale, spirale IUD al rame e bastoncini impiantabili. Tra questi, il metodo maggiormente diffuso è la spirale IUD ormonale. Si tratta di un piccolo dispositivo a forma generalmente di T, che viene inserita dal ginecologo durante le mestruazioni. Ha durata dai 3 ai 5 anni, dopodiché viene rimossa dal medico ginecologo ed eventualmente sostituita. Gli ormoni sono contenuti in una membrana semipermeabile e vengono rilasciati in maniera graduale nella cavità uterina al fine di impedire la fecondazione dell’ovulo. Tale metodo ha efficacia elevata (98-99% di successo).

L’efficacia potrebbe essere tuttavia compromessa dall’assunzione di alcuni farmaci (antibiotici).

Metodi contraccettivi chimici o spermicidi

Si tratta di gel, spray, creme o supposte o ovuli vaginali atti ad immobilizzare o uccidere gli spermatozoi prima che questi entrino nell’utero. Perché siano efficaci andrebbero abbinati ad altri metodi contraccettivi di barriera.

Metodi contraccettivi di emergenza si tratta di una compressa la cui efficacia varia a seconda della tempestività con la quale viene assunta. L’efficacia è massima se viene assunta entro 24 ore dal rapporto sessuale a rischio. Attualmente in commercio vi sono una pillola dei tre giorni dopo, ovvero che può essere assunta fino a 3 giorni dal rapporto, e una pillola dei cinque giorni dopo, ovvero che svolge la sua efficacia fino a 5 giorni dal rapporto. Importante è ricordare che si tratta di metodi di emergenza! Per tale motivo è del tutto sconsigliato il suo utilizzo routinario.