Che cos’è la fecondazione assistita e come funziona? Si parla di procreazione medicalmente assistita (PMA), ma anche di fecondazione artificiale, quando si fa riferimento all’insieme delle tecniche utilizzate in campo medico per aiutare e agevolare l’insorgere di una gravidanza.

Quando all’interno di una coppia il concepimento naturale e spontaneo risulta essere impossibile o estremamente difficoltoso, e i tentativi effettuati con farmaci specifici e interventi di chirurgia sono stati vani, si ricorre alla fecondazione assistita.

Oggigiorno, infatti, grazie a studi scientifici sempre più approfonditi e all’utilizzo delle più moderne tecnologie, è possibile riuscire realizzare il sogno di quelle coppie che desiderano fortemente la possibilità di avere figli. Nonostante diagnosi di infertilità si riesce ad ottenere una gravidanza in una buona percentuale di casi.

Come funziona l’iter e cosa deve fare chi sogna di diventare genitore?

Come funziona la fecondazione assistita: l’importanza della prima visita

L’iter della fecondazione assistita o procreazione medicalmente assistita varia di coppia in coppia a seconda delle problematiche presentate. Ciò che accomuna, però, tutti i pazienti che si rivolgono ad un centro specializzato in tale pratica è la prima visita. Si tratta di una fase molto importante e che non deve mai e poi mai essere sottovalutata.

Il motivo? Proprio durante questo incontro con la coppia il medico o il team di medici ha modo di raccogliere importanti informazioni sullo stato di salute di entrambi i componenti e redigere un’anamnesi accurata. In che modo? Oltre che attraverso il dialogo e l’analisi degli usi e costumi dei componenti della coppia, si stimano le componenti genetiche di ciascun paziente e si va ad analizzare tutta la storia clinica.

Solo lo specialista può, sempre in questa fase, prescrivere analisi ed esami che ritiene essere i più importanti per poter giungere alla diagnosi e trovare, così, il miglior piano terapeutico.

A quali esami si potrà essere sottoposti? Ogni caso è a sé. Parlando però in generale è più facile che alle donne vengano richiesti:

  • una ecografia ginecologica in 2D
  • una ecografia ginecologica in 3D
  • una valutazione della riserva ovarica
  • esami del sangue approfonditi
  • dosaggi ormonali
  • ecografia alla tiroide
  • isteroscopia

Fra gli esami richiesti, invece, agli uomini vi sono:

  • un ecocolordoppler testicolare,
  • lo spermiogramma,
  • la spermiocoltura,
  • il test di frammentazione dello sperma,
  • il test di Capacitazione degli spermatozoi.

Occorre ricordare come sia possibile che non occorra eseguire tutti i test sopra citati per raggiungere una diagnosi. Ogni coppia presenta problemi differenti e potrà sottoporsi a tutti gli esami elencati o anche solo ad una parte di essi prima che gli specialisti del settore possano trovare la cura più adeguata. Sono solo i medici a poter decidere quali analisi effettuare e quali escludere per poter raggiungere una diagnosi accurata delle problematiche che affliggono uno solo dei componenti della coppia o entrambi.

I tipi di fecondazione assistita: tutte le possibilità per arrivare ad una gravidanza

Problemi diversi richiedono diagnosi differenti e soprattutto cure ad hoc che variano di paziente in paziente. Per questo motivo la PMA si avvale di molti tipi di tecniche. Fra di esse vi sono: la manipolazione di ovociti o la manipolazione di spermatozoi o embrioni.
Ogni metodo viene oltretutto suddiviso in tecniche di primo, secondo e terzo livello in base alla complessità e al grado di invasività. Quali sono le differenze?

  • Primo livello: si tratta di tecniche semplici e poco invasive. La fecondazione si realizza all’interno dell’apparato genitale femminile.
  • Secondo e terzo livello: si applicano tecniche sempre più complesse e invasive. La fecondazione avviene con sempre più probabilità in vitro.

Tecniche di primo livello: che cos’è la IUI

Fra le tecniche di primo livello si parla di inseminazione intrauterina o IUI quando vi è il rilascio di spermatozoi direttamente nella cavità uterina. La fecondazione dunque si realizza all’interno dell’apparato genitale femminile e le possibilità di una gravidanza sono molto elevate.

Tale tecnica corre in aiuto quando, il team di medici che si occupa della fecondazione assistita, arriva a compiere una diagnosi di impotenza per la coppia causata da:

  • eiaculazione retrograda,
  • ipospadia
  • alterazioni lievi dei parametri seminali,
  • alterazioni del muco cervicale,
  • disturbi dell’ovulazione
  • disturbi immunologici.

Come avviene l’inseminazione? Dopo una periodo di astinenza sessuale di tre o quattro giorni il personale medico raccoglie il liquido seminale e lo tratta in laboratorio al fine di migliorare la qualità e le capacità dello stesso. Il campione ottenuto viene quindi rilasciato nell’apparato riproduttore femminile attraverso l’utilizzo di un sottile catetere. Quando? Proprio durante la fase di ovulazione.

Studi medici evidenziano come le percentuali di successo di tale tecnica siano fra il 10 e il 15%.
Nel caso dovessero fallire ben quattro tentativi su quattro saranno gli specialisti che seguono la coppia durante il percorso della procreazione assistita a decidere eventualmente di optare per una fecondazione in vitro.

Secondo e terzo livello: la Fivet

Che cos’è la Fivet? Si tratta della Fertilizzazione In Vitro ed Embryo Transfer. Tale tecnica viene utilizzata in presenza di:

  • disturbi dell’ovulazione,
  • disturbi immunologici,
  • endometriosi,
  • patologia delle tube

In generale si ricorre alla fecondazione in vitro quando vi sono problematiche che possono contrastare l’incontro tra lo spermatozoo e l’ovocita ovvero che possono proibire che avvenga la fecondazione naturale.
Il team medico, una volta accertati tali problemi, si adopera per realizzare la fecondazione in provetta per poi trasferire l’embrione direttamente nell’utero materno.

Gli specialisti che seguono la coppia si occupano, durante questo periodo così delicato, di sottoporre la donna ad una stimolazione ovarica con controlli ecografici ed ematologici costanti. Durante l’ovulazione poi vengono prelevati con estrema cura e attenzione gli ovociti.

I dottori che si occupano dell’uomo invece si preoccupano di raccogliere un campione di liquido seminale da trattare appositamente in laboratorio in modo da migliorare le caratteristiche dello sperma e renderlo più performante.
Spermatozoi e ovuli, in provetta, danno luogo ad una fecondazione naturale. Gli embrioni che ne derivano vengono poi trasferiti dopo qualche giorno di cultura, nell’utero femminile

Fecondazione assistita: le altre tecniche utilizzate

Quando parliamo di procreazione medicalmente assistita non facciamo riferimento solo alla IUI o alla Fivet. Ci sono tante altre tecniche a disposizione dei medici per favorire l’insorgere di una gravidanza. Quali?
In primis la Intracytoplasmic sperm injection. Si tratta di un metodo che viene utilizzato soprattutto nei casi di infertilità maschile. Il team di specialisti aiuta la coppia andando ad inserire un singolo spermatozoo meccanicamente all’interno del citoplasma dell’ovocita.

I medici possono optare, invece, per l’IMSI o Intracytoplasmic Morphologically Selected Sperm Injection quando decidono di optare per la selezione di spermatozoi ad alto gradimento grazie a specifici criteri di classificazione. Si ricorre a questa tecnica specifica quando vengono diagnosticati all’uomo: oligoastenospermia severa, teratozoospermia severa, azoospermia o un alto tasso di frammentazione del DNA spermatico.

Quando vengono utilizzate invece: TESE, TESA, MESA e PESA? Si tratta di metodi che accorrono in aiuto soprattutto quando gli spermatozoi risultano assenti nel liquido seminale. Da dove vengono prelevati gli spermatozoi da migliorare in laboratorio per agevolare poi la fecondazione? Principalmente dai testicolo o dall’epididimo.

Quali differenze ci sono fra queste tecniche:

TESE: gli spermatozoni vengono prelavati dai testicoli con una biopsia chirurgica
TESA: il prelievo avviene dal testicolo tramite l’ago aspirato
MESA: gli spermatozoni vengono estratti dall’epidimio attraverso tecniche di microchirurgia
PESA: il prelievo viene realizzato dall’epididimo con l’utilizzo di un ago sottile.

PMA e leggi: cosa regolamente la fecondazione assistita

In Italia le linee guida per la PMA sono stabilite nella legge 40/2004. Nel nostro Paese si deve precedere l’utilizzo in prima istanza delle opzioni terapeutiche più semplici e meno invasive. Solo in un secondo momento si può, dopo una accurata diagnosi, passare alle tecniche più invasive.

Solo nel 2014 la Corte Costituzionale ha fatto decadere il divieto di fecondazione eterologa nel nostro Paese. Oggigiorno dunque le tecniche che possono essere utilizzate sono sia omologhe che eterologhe.

L’Istituto Superiore di Sanità si occupa, infine, di raccogliere tutti i dati delle strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di PMA, degli embrioni formati e dei nati con tecniche di PMA. Spetta all’Istituto elabora i dati raccolti e redigere anno dopo anno una relazione da discutere poi in Parlamento.