Sempre più spesso le donne ricorrono alla FIVET a 40 anni. Culturalmente si tratta di una tendenza in crescita dovuta allo spostamento del momento del matrimonio e quindi anche della prima gravidanza. Si pensi che negli ultimi trent’anni l’età media della prima gravidanza si è spostata da 26,5 a 30 anni. Gli ostacoli da affrontare per la FIVET a 40 anni non sono pochi, ma con uno specialista esperto della fertilità si può intraprendere il percorso più adatto al proprio caso.

Si pensi che negli ultimi trent’anni l’età media della prima gravidanza si è spostata da 26,5 a 30 anni.

La difficoltà è data dalla riduzione della capacità riproduttiva nella donna a partire dai 35 anni di età e fino al suo esaurimento con la menopausa, in media dopo i 42 anni. Si deve tenere in considerazione che il corpo si prepara gradualmente ad annullare del tutto la capacità riproduttiva già 10 anni prima della menopausa. Per questo motivo circa un terzo delle donne avrà difficoltà dopo i 35, ma almeno la metà dopo i 40.

Sono almeno 3 i fattori principali che rendono difficile la fivet a 40 anni nelle donne:

  • la riduzione del patrimonio ovocitario;
  • il peggioramento della qualità degli ovociti;
  • l’incremento del tasso di abortività.

Percentuali fivet a 40 anni

Sebbene siano state superate ormai le perplessità (sia nei medici che nelle donne in prima persona) circa la possibilità di ottenere una gravidanza dopo i 40 anni con la Fivet, bisogna comunque tenere ben a mente che inevitabilmente il corpo più giovane ha più possibilità per la fecondazione. Si riscontrano successi della procedura, ma dipende pur sempre anche dalla funzionalità delle ovaie, dalla qualità del materiale riproduttivo, dal numero degli ovociti adatti e dalla categoria di età.

Fatte le opportune premesse, le percentuali di FIVET a 40 anni superano quelle riguardo il successo della fecondazione naturale nella stessa fascia d’età.

Le percentuali di fecondazione naturale:

  • 35 – 40 anni – la probabilità di concepire un bambino non supera il 30%
  • 40 – 45 anni – la fecondazione è possibile, ma si osserva in non più del 20% delle donne
  • 45 – 50 anni – la gravidanza si verifica in rari casi, vale a dire non più del 5% delle donne

Nelle donne che hanno superato i 45 anni, la possibilità di ottenere una gravidanza naturalmente sono talmente basse da qualificarsi come un episodio unico. Con la Fivet le probabilità aumentano del 45-50%.

Il successo della fecondazione però è comunque condizionato da:

  • la categoria di età;
  • la presenza dei patologie degli organi riproduttivi e i disturbi sistemici;
  • l’infertilità e le sue cause.

Fivet a 40 anni: rischi e conseguenze

La scelta di sottoporsi alla FIVET deve essere piena e consapevole. Anche donne in età avanzata possono gestire ed eaffrontare eventuali complicazioni dopo la fecondazione in vitro, ma devono essere messe in guardia sulle possibilità. I principali rischi in seguito ad una gravidanza per Fivet a 40 anni sono:

  • La compromissione della funzione epatica, specialmente in chi assume medicine pesanti, come stimolanti o antibiotici. Ciò avviene perchè i farmaci ormonali influenzano negativamente il lavoro del fegato, ulteriormente sollecitato dalla fertilizzazione degli ovociti.
  • La cardiomiopatia può verificarsi in seguito a un danno al miocardio. I sintomi sono di debolezza, dolore acuto nel cuore, attacchi di asma e gonfiore degli arti inferiori. Cià avviene perchè un eccesso di ormoni porta ad un aumento di estrogeni e, da qui, al metabolismo proteico alterato e alla debolezza muscolare.
  • Problemi con la tiroide a causa dell’iperstimolazione della maturazione di un gran numero degli ovociti sani. I sintomi sono di intolleranza alla luce e al calore intenso, grave lacrimazione, perdita del peso, spasmi muscolari, insonnia, tachicardia, pianto, affaticamento.
  • L’oncologia nel caso in cui si formi un carcinoma mammario e ovarico. Ciò potrebbe avvenire a tre anni dalla fecondazione in vitro. Le cause sono da ricercarsi nella stimolazione dell’ovulazione nei follicoli, che porta alla formazione di un gran numero degli ovociti, e nell’aumento dei livelli di estrogeni nel sangue.