L’ecografia mammaria è una indagine diagnostica ginecologica che consiste nello studio ecografico del seno. È un esame fondamentale che rientra nell’iter diagnostico del tumore alla mammella o, più in generale, della patologia mammaria benigna o maligna. La sua importanza è cruciale data l’incidenza del tumore alla mammella: nel corso della propria vita, infatti, una donna su 8 si ammala. Per questo motivo è opportuno che, qualora sia necessaria, venga eseguita secondo indicazione medica.

Indicazioni all’esecuzione della mammografia

Una ecografia mammaria è richiesta in donne generalmente sotto i 40 anni di età che presentino una necessità di indagine. Tale richiesta può venire o dalla donna stessa che rileva un segno clinico al seno da riferire al medico o dal medico che esegue un controllo durante una visita.

Autopalpazione

L’autopalpazione è una metodica di auto-indagine che la donna deve eseguire autonomamente. La sua importanza è fondamentale per rilevare segni precoci di rischio clinico. Pertanto tutte le donne devono essere educate nella sua esecuzione e nell’importanza che tale semplice manovra riveste per la salute femminile. L’autopalpazione consiste in:

Ispezione

La donna si pone davanti allo specchio e osserva la presenza di asimmetrie nelle due mammelle, così come elementi sospetti cutanei o rigonfiamenti evidenti.

Palpazione

la donna palpa la sua mammella prima in posizione eretta con il braccio del lato esaminato dietro la testa per esporre il tessuto ghiandolare. Successivamente la stessa palpazione viene ripetuta in posizione distesa. La palpazione deve essere eseguita per ogni quadrante mammario, dall’esterno all’interno e viceversa, prima con una manovra superficiale e successivamente con una palpazione profonda. Elementi da ricercare sono:

  • noduli o elementi di anormalità del tessuto ghiandolare;
  • secrezioni (latte, sangue, pus o siero);
  • alterazioni cutanee (come pelle a buccia d’arancia o lesioni di altra natura).

In tutte queste condizioni è necessaria la visita dal proprio ginecologo.

Palpazione medica

Il medico in prima visita effettua una palpazione del seno similmente a quella effettuata dalla donna. Tuttavia, egli cercherà anche eventuali elementi di sospetto clinico come la presenza di edemi o di linfonodi ingrossati, valuterà la natura dei noduli e il tipo di lesioni o secrezioni atipiche. Successivamente prescriverà gli esami diagnostici appropriati. In particolare, in una donna giovane (sotto i 40 anni di età) l’ecografia mammaria è l’esame di prima istanza.

Modalità di esecuzione

Una ecografia mammaria è un esame semplice da eseguire ma operatore-dipendente. Per questo motivo la sua lettura da parte del medico è la fase più delicata dell’esame.

In cosa consiste?

L’ecografia è un esame che utilizza ultrasuoni per indagare le strutture dell’organismo, sfruttando le diverse impedenze dei tessuti e analizzando la riflessione di tali onde. Per tale motivo è un esame completamente indolore e innocuo per la paziente. La sua prescrizione è, tuttavia, rivolta principalmente a tessuti ghiandolari spessi o in donne giovani.

Come eseguirla?

La donna si pone in posizione sdraiata, con il braccio del lato esaminato dietro la testa per esporre il tessuto ghiandolare e limitare l’escursione della mammella. Un gel viene applicato sul seno e, sopra di esso, la sonda che emette e riceve gli ultrasuoni. L’esame termina quando l’operatore ha studiato a fondo le immagini ecografiche al fine di giungere a una diagnosi o a una nuova indicazione diagnostica. Può essere effettuato in qualsiasi momento del ciclo mestruale, sebbene sia più indicato fra il 5 e il 12 giorno di ciclo.

Implicazioni cliniche

L’ecografia mammaria permette di caratterizzare i noduli percepiti alla palpazione, evidenziandone anomalie e studiandone la vascolarizzazione. Il risultato dell’esame può essere di rassicurazione o richiedere ulteriori accertamenti.

Esami complementari

Nel caso il ginecologo richieda ulteriori approfondimenti essi sono:

  1. Mammografia: generalmente tale esame è riservato a donne con scarso tessuto ghiandolare. Tuttavia, come esame complementare all’ecografia, permette di caratterizzare eventuali noduli e identificare microcalficicazioni.
  2. Agoaspirato o Agobiopsia: tali esami consistono nel prelievo di cellule o tessuto per via eco-guidata al fine di effettuare una diagnosi anatomopatologica.
  3. Risonanza magnetica: tale esame permette di valutare con grande dettaglio la struttura ghiandolare mammaria.
  4. Visita chirurgica o oncologica: nel caso il sospetto di tumore sia presente, è necessario indirizzare la donna verso uno specialista senologo che possa valutare la prosecuzione dell’iter diagnostico o terapeutico (medico o chirurgico).