L’imminente arrivo della bella stagione può far nascere nelle donne in gravidanza alcuni dubbi circa l’opportuna condotta da seguire in merito all’andare o meno in al mare o in piscina. La diffusione di falsi miti può alimentare tali dubbi, motivo per cui si ritiene opportuno effettuare alcuni chiarimenti.

Fisiologia della gravidanza

La gravidanza porta con sé numerosi cambiamenti non solo da un punto di vista fisico, ma anche psicologico. Talvolta si configura come un periodo molto stressante per la donna che deve adattarsi ad una nuova immagine di sé e prepararsi ad assumere il nuovo ruolo di madre. Fisiologiche alterazioni a livello ormonale possono inoltre comprometterne il tono dell’umore.

Cambiamenti nel corpo

La gravidanza, seppur fisiologica, può portare alla manifestazione di alcuni normali disturbi, tra i quali l’ipertensione o problemi alla circolazione che causano spesso gonfiore alle gambe. Molto comune è inoltre la comparsa di mal di schiena dovuto all’aumento di peso localizzato a livello dell’addome che
comporta uno spostamento del baricentro e conseguenti aggiustamenti posturali. Tali disturbi possono acuirsi durante le stagioni calde. Pertanto, a differenza di quanto si possa comunemente pensare, può essere consigliato alle gestanti di andare in piscina o al mare al fine di trovare beneficio non solo nel tono dell’umore, ma anche nel corpo.

L’acqua, il mare e il sole

È consigliata la piscina in gravidanza?

Il nuoto in gravidanza è un’attività particolarmente consigliata alle future madri. L’assenza di gravità che si sperimenta immersi nell’acqua infatti, permette alla donna di muoversi in totale libertà, di agire sulla tonificazione muscolare senza appesantire la colonna vertebrale e compromettere le articolazioni. In acqua è inoltre possibile assumere la posizione prona, impossibile in altri contesti a causa del pancione, e ciò permette di rilassare la zona lombare e quindi di alleviarne il dolore. L’acqua migliora inoltre la circolazione sanguigna con conseguenti benefici al gonfiore delle gambe.
Se la madre si sente a proprio agio in piscina può svolgere qualsiasi tipologia di attività (acquagym, nuoto libero, ecc.) senza tuttavia esagerare nei movimenti. In linea generale, in presenza di una gravidanza fisiologica, cioè non esposta a rischio di aborto spontaneo, parto prematuro o altri problemi di salute per la madre o il bambino, non vi sono particolari controindicazioni. Ciò rende il nuoto un’attività praticabile fin dal primo trimestre di gravidanza. Si consiglia tuttavia l’immersione nell’acqua di temperatura non inferiore ai 28 gradi e di chiedere sempre un parere al proprio ginecologo, che saprà fornire indicazioni specifiche alla situazione di ciascuna donna. Al di là dei comprovati benefici sperimentabili a livello corporeo, l’immersione in acqua sembra migliorare anche la connessione tra madre e bambino: l’ambiente ovattato, infatti, facilita l’ascolto delle proprie sensazioni.

È consigliato andare al mare in gravidanza?

Andare al mare in gravidanza può apportare numerosi benefici alla futura madre. Gli effetti benefici precedentemente elencati dovuti al nuoto e all’immersione in acqua sono potenziati dall’acqua salata del mare: la salinità dell’acqua amplifica infatti la percezione di leggerezza e facilita la tonificazione muscolare. Qualora non si volesse nuotare o svolgere attività fisica, è comunque consigliato passeggiare lungo il bagnasciuga. Immergere le caviglie e le gambe in acqua, infatti, migliora la circolazione sanguigna, dona sollievo al gonfiore articolare e aiuta la termoregolazione corporea. Infine, l’aria di mare è ricca di iodio, sostanza necessaria per il corretto sviluppo del feto.

In gravidanza si ha un aumento della produzione di estrogeni facilita la produzione di melanociti, le cellule che producono la melanina.

Si può prendere il Sole in gravidanza?

Prendere il Sole favorisce la produzione di vitamina D, ormone che partecipa allo sviluppo del feto. A tal proposito, è necessario prendere alcuni accorgimenti soprattutto a protezione di viso, seno, pancione e gambe. In gravidanza infatti, l’aumento della produzione di estrogeni facilita la produzione di melanociti, le cellule che producono la melanina. L’esposizione al Sole in gravidanza potenzia la loro produzione e, di conseguenza, il rischio di comparsa del cloasma gravidico, fenomeno caratterizzato dalla presenza di numerose macchie scure sulla pelle. Le radiazioni solari possono avere inoltre un effetto vasodilatatore, in particolare si verifica la dilatazione dei capillari e dei dotti galattofori, con conseguenti modificazioni nella produzione di sebo. Ciò avviene soprattutto nei primi mesi di gestazione, periodo nella quale il seno subisce maggiori cambiamenti. Onde evitare tali manifestazioni si consiglia di utilizzare sempre la crema solare protezione 50 e non esporsi al Sole nelle ore più calde della giornata. È consigliato inoltre idratarsi spesso nel corso della giornata.